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Idee futuribili

 

Non potevamo, infine, non occuparci delle possibili "invenzioni" che potrebbero nascere grazie ai superconduttori. Una prima applicazione potrebbe essere la fusione termonucleare controllata. Bisogna tener presente che in tali applicazioni non si possono usare magneti convenzionali che richiederebbero un consumo energetico superiore a quello prodotto dalla centrale stessa. Le dimensioni di tali reattori saranno immense se paragonate ad un qualsiasi sistema superconduttore finora realizzato. La figura 3.1 mostra un disegno futuribile, basato su un'idea di un reattore a fusione da 2500 MW di tipo tokamak. Da notare le dimensioni paragonate a quelle dell'omino in basso a sinistra.

 


Fig. 3.1: schema di un possibile reattore a fusione tokamak.

 

Ma forse l'applicazione più futuristica dei superconduttori è costituita dalla realizzazione del cosiddetto supercomputer, in grado di raggiungere una velocità di elaborazione 1000 volte superiore a quella del computer più veloce realizzato fino ad oggi, mantenendo dimensioni e consumi molto ridotti rispetto a un computer equivalente realizzato con l'attuale tecnologia basata sui semiconduttori. Nel supercomputer, i superconduttori funzionerebbero soprattutto da interruttori logici inserendoli in "giunzioni Josephson": si tratta, sostanzialmente, di due superconduttori separati da un sottile strato isolante; al di sotto della loro Tc, quando il primo è attraversato da una corrente elettrica inferiore a un certo valore critico Ic, questa passa anche nel secondo, ignorando completamente lo strato isolante. Modulando la corrente che passa nel primo, con opportuni trucchi, si possono ottenere frequenze di switching superiori a 1012 Hz.

 

 

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