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Funzioni virtuali

 

Il meccanismo dell'ereditarieta` e` stato gia` di per se una grande innovazione nel mondo della programmazione, tuttavia le sorprese non si esauriscono qui. Esiste un'altra caratteristica tipica dei linquaggi a oggetti (C++ incluso) che ha valso loro il soprannome di "Linguaggi degli attori": la possibilita` di avere oggetti capaci di "recitare" di volta in volta il ruolo piu` appropriato, ma andiamo con ordine.
L'ereditarieta` pone nuove regole circa la compatibilita` dei tipi, in particolare se Ptr e` un puntatore di tipo T, allora Ptr puo` puntare non solo a istanze di tipo T ma anche a istanze di classi derivate da T (sia tramite ereditarieta` semplice che multipla). Se Td e` una classe derivata (anche indirettamente) da T, istruzioni del tipo


  T* Ptr = 0;                 // Puntatore nullo
  /* ... */
  Ptr = new Td;


sono assolutamente lecite e il compilatore non segnala errori o warning.
Cio` consente ad esempio la realizzazione di una lista per contenere tutta una serie di istanze di una gerarchia di classi, magari per poter eseguire un loop su di essa e inviare a tutti gli oggetti della lista uno stesso messaggio. Pensate ad esempio ad un programma di disegno che memorizza gli oggetti disegnati mantenendoli in una lista, ogni oggetto sa come disegnarsi e se e` necessario ridisegnare tutto il disegno basta scorrere la lista inviando ad ogni oggetto il messaggio di Paint.
Purtroppo la cosa cosi` com'e` non puo` funzionare poiche` le funzioni sono linkate staticamente dal linker. Anche se tutte le classi della gerarchia possiedono un metodo Paint(), noi sappiamo solo che Ptr punta ad un oggetto di tipo T o T-derivato, non conoscendo l'esatto tipo una chiamata a Ptr->Paint() non puo` che essere risolta chiamando Ptr->T::Paint() (che non fara` in generale cio` che vorremmo). Il compilatore non puo` infatti rischiare di chiamare il metodo di una classe derivata, poiche` questo potrebbe tentare di accedere a membri che non fanno parte dell'effettivo tipo dell'oggetto (causando inconsistenze o un crash del sistema), chiamando il metodo della classe T al piu` il programma non fara` la cosa giusta, ma non mettera` in pericolo la sicurezza e l'affidabilita` del sistema (perche` un oggetto derivato possiede tutti i membri della classe base).
Si potrebbe risolvere il problema inserendo in ogni classe della gerarchia un campo che stia ad indicare l'effettivo tipo dell'istanza:


  enum TypeId { T-Type, Td-Type };

  class T {
    public:
      TypeId Type;
      /* ... */

    private:
      /* ... */
  };

  class Td : public T {
    /* ... */
  };


e risolvere il problema con una istruzione switch:


  switch (Ptr->Type) {
    case T-Type  :  Ptr->T::Paint();
                    break;
    case Td-Type :  Ptr->Td::Paint();
                    break;
    default      :  /* errore */
  };


Una soluzione di questo tipo funziona ma e` macchinosa, allunga il lavoro e una dimenticanza puo` costare cara, e soprattutto ogni volta che si modifica la gerarchia di classi bisogna modificare anche il codice che la usa.
La soluzione migliore e` invece quella di far in modo che il corretto tipo dell'oggetto puntato sia automaticamente determinato al momento della chiamata della funzione e rinviando il linking di tale funzione a run-time.
Per fare cio` bisogna dichiarare la funzione membro virtual:


  class T {
    public:
      /* ... */
      virtual void Paint();

    private:
      /* ... */
  };


La definizione del metodo procede poi nel solito modo:


  void T::Paint() {      // non bisogna mettere virtual
    /* ... */
  }


I metodi virtuali vengono ereditati allo stesso modo di quelli non virtual, possono anch'essi essere sottoposti a overloading ed essere ridefiniti, non c'e` alcuna differenza eccetto che una loro invocazione non viene risolta se non a run-time. Quando una classe possiede un metodo virtuale, il compilatore associa alla classe (non all'istanza) una tabella (VTABLE) che contiene per ogni metodo virtuale l'indirizzo alla corrispondente funzione, ogni istanza di quella classe conterra` poi al suo interno un puntatore (VPTR) alla VTABLE; una chiamata ad una funzione membro virtuale (e solo alle funzioni virtuali) viene risolta con del codice che accede alla VTABLE corrispondente al tipo dell'istanza tramite il puntatore contenuto nell'istanza stessa, ottenuta la VTABLE invocare il metodo corretto e` semplice.
Le funzioni virtuali hanno il grande vantaggio di consentire l'aggiunta di nuove classi alla gerarchia e di renderle immediatamente e correttamente utilizzabili dal vostro programma senza doverne modificare il codice (ovviamente il programma dovra` comunque essere modificato in modo che possa istanziare le nuove classi, ma il codice che gestisce che lavorava sul generico supertipo non avra` bisogno di modifiche), il late binding fara` in modo che siano chiamate sempre le funzioni corrette senza che il vostro programma debba curarsi dell'effettivo tipo dell'istanza che sta manipolando.
L'invocazione di un metodo virtuale e` piu` costosa di quella per una funzione membro ordinaria, tuttavia il compilatore puo` evitare tale overhead risolvendo a compile-time tutte quelle situazioni in cui il tipo e` effettivamente noto. Ad esempio:


  Td Obj1;
  T* Ptr = 0;
  /* ... */
  Obj1.Paint();   // Chiamata risolvibile staticamente
  Ptr->Paint();   // Questa invece no


La prima chiamata al metodo Paint() puo` essere risolta in fase di compilazione perche` il tipo di Obj1 e` sicuramente Td, nel secondo caso invece non possiamo saperlo (anche se un compilatore intelligente potrebbe cercare di restringere le possibilita` e, in caso di certezza assoluta, risolvere staticamente la chiamata). Se poi volete avere il massimo controllo, potete costringere il compilatore ad una "soluzione statica" utilizzando il risolutore di scope:


  Td Obj1;
  T* Ptr = 0;
  /* ... */
  Obj1.Td::Paint();   // Chiamata risolta staticamente
  Ptr->Td::Paint();   // ora anche questa.


Adesso sia nel primo che nel secondo caso, il metodo invocato e` Td::Paint(). Fate attenzione pero` ad utilizzare questa possibilita` con i puntatori (come nell'ultimo caso), se per caso il tipo corretto dell'istanza puntata non corrisponde, potreste avere delle brutte sorprese.
Il meccanismo delle funzioni virtuali e` alla base del polimorfismo: poiche` l'oggetto puntato da un puntatore puo` appartenere a tutta una gerarchia di tipi, possiamo considerare l'istanza puntata come un qualcosa che puo` assumere piu` forme (tipi) e comportarsi sempre nel modo migliore "recitando" di volta in volta il ruolo corretto (da qui il soprannome di "Linguaggi degli attori"), in realta` pero` un'istanza non puo` cambiare tipo, e solo il puntatore che ha la possibilita` di puntare a tutta una gerarchia di classi.

 

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