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Cos'è Emacs?

Per poter fare qualsiasi cosa con un computer, avete bisogno di un modo per inserire del testo in un file, e un modo per modificare il testo già inserito nei file; si fa con dei programmi detti editor. Emacs è uno degli editor più popolari, anche perché è molto semplice per un principiante poter lavorarci bene.

Per imparare emacs, avete bisogno di un file di testo semplice (lettere, numeri e simili); copiatelo nella vostra home directory (non vogliamo modificare il file originale, se esso contiene informazioni importanti), e richiamate Emacs sul file:

/home/larry$ emacs README

(Naturalmente, se volete copiare /etc/inittab o un qualsiasi altro file, sostituite quel nome di file a README. Per esempio cp /etc/inittab ~/inittab e poi emacs inittab.)

"Richiamare" Emacs può avere effetti diversi a seconda di quale ambiente state usando. Da una semplice console di testo, Emacs userà l'intera console. Se lo richiamate da X, Emacs creerà una sua propria finestra. Presumerò che lo facciate dalla console testo, ma è valido tutto anche nella versione X Window, basta sostituire la parola "schermo" con la parola "finestra". Ricordatevi anche che dovete muovere il puntatore del mouse nella finestra di Emacs per scriverci!

Lo schermo (o finestra, se state usando X) dovrebbe ora assomigliare alla figura 5. Gran parte dello schermo contiene il vostro documento, ma quello che vi interessa particolarmente, se volete imparare ad usare Emacs, sono le ultime due righe. La penultima linea (quella con una serie di trattini) si chiama riga di stato.

Fig.5: Emacs appena avviato con emacs README

 

Nella riga di stato vedrete "Top". Potrebbe essere anche "All", ed avere altre leggere differenze (molti hanno l'ora corrente visualizzata nella linea di stato). La riga immediatamente sotto alla riga di stato è chiamata minibuffer, o a volte area eco. Emacs usa quest'area per mandarvi dei messaggi e qualche volta, quando serve, per leggere il vostro input. Per adesso Emacs vi sta chiedendo "For information about the GNU Project and its goals, type C-h C-p". Ignoratelo per adesso, non parleremo dell'uso del minibuffer per un po'.

Prima di effettuare qualsiasi modifica del testo nel file, dovete imparare come spostarvi nel testo. Il cursore dovrebbe trovarsi all'inizio del file, nell'angolo in alto a sinistra dello schermo. Per spostarvi in avanti, premete C-f (cioè, tenete premuto il tasto e premete , per "forward"). Il cursore si sposterà di un carattere alla volta, e se mantenete premuti i tasti il sistema ripeterà automaticamente lo spostamento circa ogni mezzo secondo. Notate che quando arrivate alla fine della riga il cursore passa automaticamente nella riga sottostante. C-b (per "backward") ha il significato opposto. E, visto che siamo in argomento, C-n e C-p spostano il cursore rispettivamente nella riga successiva e precedente (Nel caso non l'abbiate già notato molti dei comandi di spostamento di Emacs consistono nella combinazione del tasto Control con una singola lettera mnemonica).

Usare i tasti di controllo è generalmente il modo più veloce di spostarsi mentre state scrivendo. Lo scopo di Emacs è di mantenere le vostre mani sui tasti alfanumerici della tastiera, dove viene fatta la maggior parte del lavoro. Comunque, se volete, i tasti freccia dovrebbero funzionare ugualmente.

In effetti, quando state usando X, dovreste riuscire a posizionare il puntatore del mouse e cliccare con il pulsante sinistro per spostare il cursore dove volete; questa operazione è però molto lenta, dovete portare la vostra mano sul mouse ogni volta! La maggior parte delle persone che usano Emacs usano principalmente la tastiera per spostarsi.

Usate C-p e C-b per tornare fino all'angolo superiore sinistro. Adesso mantenete premuto C-b per un po'; dovreste sentire il suono del cicalino e vedere il messaggio "Beginning of buffer" (inizio del buffer) apparire nel minibuffer. A questo punto potreste essere sorpresi: Ma cos'è un buffer? Quando Emacs lavora su un file, non lavora proprio sul file, ma ne copia il contenuto in una speciale area di lavoro chiamata buffer, dove potete modificarlo. Quando avete finito di lavorare, comunicate ad Emacs di salvare il buffer: in altre parole, di scrivere il contenuto del buffer nel file corrispondente. Finché non lo fate, il file rimane invariato, e il contenuto del buffer esiste solamente dentro Emacs.

Con questo in mente, preparatevi ad inserire i vostri primi caratteri nel buffer. Fino ad ora, tutto quello che abbiamo fatto è stato "non-distruttivo", così questo è un grande momento. Potete scegliere qualsiasi carattere preferite, ma se volete farlo con stile, suggerisco di usare un bell' "X" maiuscolo. Mentre lo digitate, guardate l'inizio della riga di stato in fondo allo schermo. Quando modificate il buffer in modo che il suo contenuto non sia più uguale al file su disco, Emacs mostra due asterischi all'inizio della riga di stato, per farvi sapere che il buffer è stato modificato:

--**-Emacs: file.txt   (Fundamental)--Top------------------

Questi due asterischi vengono visualizzati non appena modificate il buffer, e rimangono visibili finché non lo salvate. Potete salvare più volte il buffer durante una stessa sessione di scrittura: il comando per farlo è C-x C-s (tener premuto il tasto e premere "x" e "s" ...ok, probabilmente avrete già capito come funziona!). È volutamente semplice da digitare, perché salvare il buffer è una cosa che è meglio fare presto e spesso.

Elencherò ora alcuni comandi, insieme a quelli che avete già imparato, e che potete provare: suggerisco di familiarizzare con questi prima di andare avanti:

C-f Muove avanti di un carattere.
C-b Muove indietro di un carattere.
C-n Va alla riga successiva.
C-p Va alla riga precedente.
C-a Va all'inizio della riga.
C-e Va alla fine della riga.
C-v Va alla pagina/schermata di testo successiva.
C-l Ridisegna lo schermo, con la riga corrente al centro.
C-d Elimina il carattere sotto il cursore (provate ad usarlo).
C-k Elimina il testo dal cursore alla fine della riga.
C-x C-s Salva il buffer nel file corrispondente.
Backspace Elimina il carattere precedente (quello appena digitato).

 

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