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Storia
Alla fine degli anni '60 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sviluppò soluzioni per affrontare eventuali attacchi
bellici. Erano gli anni della guerra fredda e questa condizione spingeva la ricerca verso sistemi di sicurezza e comunicazione.
L'iniziale progetto venne affidato dal Dipartimento della Difesa ad ARPA (Advanced Research Project Agency) dando vita ad un'iniziale
rete di soli 4 nodi. Questa prima struttura era basata sulla pariteticità dei nodi ovvero sull'assenza di un nucleo centrale
di controllo o elaborazione allo scopo di garantire il funzionamento delle singole reti in caso di eventi bellici.
La trasmissione dei dati all'epoca era particolarmente vincolata alle infrastrutture hardware e i sistemi operativi utilizzati; ARPAnet
era così vincolata a particolari infrastrutture di calcolo e comunicative. I limiti furono presto superati grazie allo sviluppo
di un protocollo ideato per la trasmissione dei dati, il tcp/ip (Transmission Control Program/Internet Protocol), lo stesso protocollo
che tuttora viene utilizzato per Internet. L'Internet Protocol Suite, completata negli anni '70, era in sintesi un mezzo flessibile
per la comunicazione tra "mezzi di trasmissione" eterogenei.
Dopo questa particolare innovazione ARPAnet divenne predominio dei ricercatori universitari che lavoravano per il Pentagono, la comunità
scientifica che si accorse per prima della grande utilità nell'utilizzo remoto di supercalcolatori per scopi di ricerca e comunicazione
tra le varie università americane sparse sul territorio nazionale. La mole di informazione crebbe a tal punto che nel 1984 ARPAnet
venne scissa in due reti ben distinte: Milnet per scopi militari ed Arpanet per scopi scientifici. Il Dipartimento della Difesa Americana
smise di finanziare il traffico interuniversitario ed il compito di gestione venne assunto dal National Science Foundation, che diede
vita a NSFnet.
Nel 1985 la rete scientifica cambiò nome in Internet e le stime mostravano 326 computer collegati dei quali 16 fuori dagli Stati
Uniti. Nel 1990 erano collegati in rete circa 1000 calcolatori e tre anni dopo, nel 1993, la cifra divenne 20 volte superiore. Tutto
questo fu possibile grazie alla liberalizzazione di Internet in ambiti accademici e scientifici e alla diffusione del sistema
operativo Unix nella versione Berkeley, strumento storicamente in relazione con la rete stessa sin dalle sue prime fasi di sviluppo.
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