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Teorema di Miller
-In una rete lineare una resistenza R posta tra due nodi A e B, le cui tensioni rispetto a un nodo di riferimento M sono rispettivamente
Va e Vb, può essere sostituita da due resistenze Ra e Rb collegate rispettivamente
tra A ed M e tra B ed M, i cui valori sono
| Ra = |
R

| 1- |
Vb

Va |
|
| Rb = |
R

| 1- |
Va

Vb |
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Osservate la figura 23, dove il circuito a, una volta applicato il teorema, diventa il circuito b. Poichè i due
circuiti sono equivalenti, le correnti e le tensioni devono necessariamente essere le stesse. Ciò significa che la corrente Ia
e la corrente Ib, indicate nel circuito b, sono uguali alla corrente Iab del circuito iniziale a.
Quindi nel primo circuito si ha
| Iab = |
Va-Vb

R |
e nel secondo
| Ia = |
Va

Ra |
| Ib = |
-Vb

Rb |
Ma poichè Iab=Ia=Ib possiamo scrivere
Va

Ra |
= |
Va-Vb

R |
-Vb

Rb |
= |
Va-Vb

R |
da cui ricaviamo
| Ra = Va |
R

(Va-Vb) |
= |
R

| 1- |
Vb

Va |
|
| Rb = -Vb |
R

(Va-Vb) |
= |
R

| 1- |
Va

Vb |
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Ecco dimostrato il teorema.
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| a) |
b) |
| Fig.23: Circuiti equivalenti del teorema di Miller |
Generalmente il rapporto Vb/Va viene indicato con Kv
| Kv = |
Vb

Va |
e quidi Ra e Rb diventano
| Ra = |
R

1-Kv |
| Rb = |
R

| 1- |
1

Kv |
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Da questo Kv si parte in genere per fare alcune approssimazioni su di un circuito. Infatti se consideriamo Kv
@ 1 si può dire che Ra ed Rb tendono a infinito, cioè sono circuiti aperti; mentre se consideriamo |Kv|»1
si può dire che Rb tende ad R ed Ra tende a -R/Kv, che per Kv»R significa che
tende a zero e quindi è un cortocircuito.
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